Emicrania e cronicizzazione: quale ruolo per la psicologia?

Emicrania e cronicizzazione: quale ruolo per la psicologia?

In questo primo episodio di ‘Scienza dell’esperienza‘, podcast di approfondimento su psicologia e medicina, secondo un approccio fenomenologico e postrazionalista, parliamo di Emicrania e Cefalee. Lo facciamo con la dott.ssa Claudia Lannipsicologa, psicoterapeutaspecialista in Psicoterapia Cognitivo-Neuropsicologica, dal 2012 impegnata nello studio e approfondimento della cura e prevenzione della cronicizzazione delle cefalee in collaborazione con il Centro Cefalee dell’ Ospedale Civile Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. Buon ascolto!

emicrània s. f. [dal lat. tardo hemicrania, gr. ἡμικρανία, comp. di ἡμι- «mezzo1» e κρανίον «cranio»]. – In medicina, affezione caratterizzata da cefalea accessionale per lo più unilaterale, generalmente preceduta da alterazioni della funzione visiva accompagnata spesso da disturbi a carico dell’apparato digerente (vomito, nausea, ecc.); più frequente nel sesso femminile, è probabilmente connessa alla presenza di un fattore ereditario, e a patogenesi non ancora ben chiara. In senso generico, e nell’uso com., temporaneo mal di testa: avereaccusare una violenta e.; soffrire di emicrania.

Treccani

“L’emicrania non è un sintomo ma una malattia neurologica che affligge soprattutto il sesso femminile e rappresenta la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante del genere umano secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) [GBD 2017].

Oggi l’emicrania è una delle patologie neurologiche sulle quali è disponibile il maggior numero di conoscenze scientifiche e per le quali è disponibile il maggior numero di farmaci innovativi, specifici e selettivi. Ciononostante rimane una malattia misconosciuta e sotto-trattata, a dispetto di una disabilità tanto grave e di costi così imponenti. L’emicrania è ancora oggi definibile, con Pirandello, un personaggio in cerca di autore, cioè una patologia severa che vaga ancora sforzandosi di rappresentare alle Istituzioni il proprio dramma per ottenere finalmente riconoscimento e cure idonee.

La letteratura stima una prevalenza dell’emicrania pari al 14% della popolazione mondiale. Se ci si focalizza però nel periodo compreso tra pubertà e menopausa, circa il 27% delle donne ne risulta affetto. Studi condotti sulla popolazione italiana hanno dimostrato percentuali ben più alte e preoccupanti. Una celebre indagine di popolazione svolta mediante intervista diretta su 904 adulti abitanti a Parma, ha dimostrato una prevalenza dell’emicrania pari al 24,7%, corrispondente al 32,9% delle donne e al 13% degli uomini [Ferrante et al. 2012]. Numeri ancora maggiori per la nostra penisola giungono di nuovo da uno studio di popolazione su 3500 soggetti della ASL di Pavia intervistati mediante questionario postale che ha evidenziato una percentuale di soggetti affetti pari al 42,9% (54,6% nel sesso femminile, 32,5% in quello maschile) [Allena et al. 2015].”

Tratto da EMICRANIA: UNA MALATTIA DI GENERE IMPATTO SOCIO-ECONOMICO IN ITALIA.

A cura dell’Istituto Superiore di Sanità Centro di Riferimento per la Medicina di Genere

Continua a leggere cliccando qui.

Per approfondire

thejournalofheadacheandpain.biomedcentral.com

www.sisc.it

www.humanitas.it/news/emicrania-cefalea-muscolo-tensiva-distinguerle

americanmigrainefoundation.org/resource-library/comorbidities-of-migraine

www.iasp-pain.org

journals.lww.com/pain

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