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La coscienza, ossia la nostra esperienza cosciente, è strettamente connessa al ‘chi’ siamo, al ‘chi’ diventiamo, a quello che, nella psicologia contemporanea viene definito ‘Sé’. Il cervello mappa costantemente la sua stessa attività. Per autoregolarsi. Una mappa neurale è un cluster di scariche neurali, in cui la coscienza registra le…

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Come sottolineano Fonagy e Bateman (2004), la mindfulness condivide con la funzione riflessiva la capacità di modulare gli stati affettivi in modo funzionale. Con il termine di funzione riflessiva, Fonagy, si riferisce all’insieme dei processi psicologici procedurali sottostanti la capacità di mentalizzare, ossia la capacità di vedere se stessi e gli altri,…

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La mindfulness può essere definita come la consapevolezza di ciò che accade mentre sta accadendo, prestando attenzione al corpo, alle emozioni, ai pensieri (Kabat-Zinn, 2003). L’esperienza diretta del momento presente rappresenta un aspetto comune a tutti gli insegnamenti spirituali, ma la stessa esperienza può essere espressa in modo diverso, attraverso…

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Un vaso o due profili? In base al significato possiamo vedere l’uno o l’altro e la percezione cambia in modo corrispondente. Ma viene prima la percezione o il pensiero? Facciamo un esperimento mentale e pensiamo di vivere in un mondo in cui non sia stato inventato qualsiasi vaso, brocca o…

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Il simbolo del cerchio, o circolo, nelle sue varianti, è presente in ogni cultura, portando con se una storia fatta di mille significati, spesso collegati tra loro analogicamente. L’uomo, fin da tempi antichissimi, intuì l’importanza del movimento ciclico nelle manifestazioni della vita, osservandolo nell’intero mondo della natura, dall’alternanza giorno/notte, al…

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La coscienza è un fenomeno dinamico, comprendente pattern di scariche neurali che coinvolgono ampie zone del cervello, correlate con l’esperienza soggettiva. Un approccio neurodinamico è opportuno per vedere come una sistema complesso, come il cervello, operi su larga scala per consentire l’emergere della coscienza: fenomeno che non è localizzato, bensì…

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Le parole non possono essere associate agli oggetti in modo standard e definitivo, seguendo principi astratti e a priori. Le parole infatti sono delle convenzioni associate a particolari esperienze e il linguaggio non ha una giustificazione di tipo epistemologico. Seguendo il secondo Wittgenstein, è stata dissolta qualsiasi possibilità di una…

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Esistono due modi di conoscere il processo mente-cervello, che portano a due differenti tipi di spiegazione: un tipo di spiegazione, è psicologica e in prima persona, mentre la seconda è biologica e in terza persona. Come afferma Gabbard (2000b, tr. it. 2007, p.5): “Nessuno dei due approcci è di per…

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La Neurofenomenologia è un programma di ricerca, nato per essere un rimedio metodologico al ‘problema difficile’ della coscienza e dell’esperienza, espresso da Chalmers. La maggior parte delle teorie sulla coscienza si basano sulle cosiddette proposizioni di collegamento (Pessoa, Thompson,Noe, 1996), ovvero su proposizioni del tipo: A (evento neurofisiologico) assomiglia a…

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Nella ricerca neuroscientifica contemporanea vediamo che è proprio l’esperienza cosciente a porre i principali problemi filosofici: o l’esperienza è ritenuta illusoria, come vogliono i riduzionisti radicali, e quindi la coscienza è un epifenomeno, ma non avendo alcun valore adattivo, non si capisce a cosa serve. Diversamente, se si ritiene che…

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Buona parte delle discussioni presenti nella filosofia della mente contemporanea verte sul problema di come conciliare una visione materialistica del mondo, con la natura apparentemente immateriale dei fenomeni psicologici (Kim, 2000). Il dualismo mente – corpo, da Cartesio in poi, pone questioni filosofiche importanti: d’altra parte le proprietà della materia,…

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